Il presidente del Cisvol Giorgio Reali anticipa i temi della prossima festa

La 21° Festa del Volontariato di Cremona è alle porte: domenica 30 settembre l’associazionismo tornerà in piazza del Comune e piazza Stradivari grazie all’ormai classica manifestazione del Cisvol in collaborazione coi Forum del Terzo Settore. “Fuori e dentro il bosco – Stagioni, pratiche e scambi dall’ecosistema volontariato” è il titolo di questa edizione. Una metafora che il presidente del Cisvol Giorgio Reali ha svelato in una lunga intervista nella quale fa il punto fra passato recente, presente e futuro di un volontariato cremonese sempre più unito a quello nazionale.
 
Il tema della nuova festa si allinea all’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo: un tema importante non solo per l’Italia ma in modo particolare per la nostra provincia…
 
La nostra configurazione di popolazione andrà in futuro sempre più verso un maggior invecchiamento aumentando il rapporto fra anziani e future generazioni. Personalmente vedo, in particolare, un investimento nella natalità tra gli immigrati, immigrati che potrebbero riequilibrare nel futuro le generazioni. C’è il bisogno di rimettere in equilibrio disparità: esistono una serie di domande di bisogni legati espressamente a queste età che debbono trovare risposte. Parliamo di bisogni essenziali, sostentamento, e di cura e di salute, difficoltà nel coinvolgimento sociale. La valorizzazione a cui si fa riferimento, in realtà, non ha età. La crisi ha drenato fondi e ridotto le capacità di risposta. Nonostante tutto il volontariato c’è ancora, rappresentando una risorsa per la comunità intera. Per renderlo efficacie è necessario mettere in atto una solidarietà fra generazioni, attuabile solo tramite la trasmissione delle esperienze, delle storie fra generazioni. Per farlo servono punti di incontro, occorre creare partecipazione fra età differenti, bisogna innescare un processo di scambio, passare da un “io” autoreferenziale a un “noi” collettivo. Tutte le età sono una risorsa: la sfida sta nel rendere e riconoscere che tutti siamo protagonisti di cambiamenti e responsabilmente capaci nell’elaborazione di idee e contributi.